Recensioni

Mai amare il proprio marito di Giuseppe Scaraffia

Le bizzarie della moda, il sapiente gioco dei nei, l'evidenza del trucco, la cipria sulle parrucche, l'eccentrica architettura dei cappellini sembravano volere tradurre la capricciosità soddisfatta delle contemporanee.

«Si tratta di una favola del Settecento per adulti» 

spiega Paola «racconta di una strega e un genio maligno che devono trovare due umani capaci di amarli. È un'allegoria sulla capacita di decidere del proprio destino».